Punti di interesse del quartiere
LA CITTA'
Ben prima dell'anno Mille, Sacile comincia a dotarsi di fortificazioni in grado di reggere l'urto e l'attacco delle popolazioni barbare che attraversano la pianura friulana.
In origine, i torrioni eretti in difesa della città erano cinque: oggi, ne possiamo ammirare tre, il più antico dei quali si trova dietro il Duomo e risale al dodicesimo secolo.
Gli altri, più recenti, sono quelli di San Rocco e del Foro Boario, costruiti sotto il doge Mocenigo. Facevano parte di un grosso sistema difensivo ed erano collegati tra loro da cunicoli sotterranei. Nell’imponente torrione di San Rocco è presente il Leone alato di San Marco, testimone del durevole e saldo legame che ha legato la città alla Serenissima, mentre in Foro Boario sono ben visibili le mura difensive della città.
Mura e torrioni medioevali: il Torrione della Repubblica Veneziana, le tracce dell'antica Torre dei Mori e le antiche fortificazioni.
PIAZZA DEL POPOLO
Nasce la piazza, su cui viene costruita una serie di palazzi-fondaco dai caratteristici portici. Gli edifici sono distribuiti su tre piani: a livello della strada, trovano spazio le attività commerciali, il primo piano funge da abitazione e l'ultimo è adibito a deposito o granaio. Ai palazzi, si accede dalla piazza oppure, grazie all'imbarcadero, dal retrostante fiume Livenza.
Nel '700, il centro ha ormai quasi unicamente una funzione residenziale, per cui i palazzi vengono ristrutturati, si abbelliscono e impreziosiscono di opere d'arte e affreschi visibili ancor oggi.
Oggi, piazza del Popolo, grazie alla nuova pavimentazione, si presenta ancor più signorile, elegante e rilassata, come solo una piazza del "Giardino della Serenissima" può essere.
PALAZZO REGAZZONI/BILIA
E' la più importante residenza signorile della città. Circondata dalle acque del Livenza, è una dimora fatta costruire nel '500 su un precedente fabbricato quattrocentesco dall'illustre famiglia Ragazzoni, armatori e banchieri veneziani.
Il palazzo si configurava non soltanto come lussuosa dimora, ma anche come luogo di convoglio della produzione delle proprietà terriere di famiglia. Dell'antico impianto architettonico, oggi resta solo l'elegante nucleo principale (un'ala del palazzo fu infatti abbattuta a seguito dell'apertura di Viale Zancanaro). Nel vasto cortile d'onore sono state rinvenute dodici delle trenta statue in stucco che in origine ornavano il parco e alcuni busti virili sopra le finestre, tutti attribuibili alla scuola del veneziano Alessandro Vittoria (1525-1608).
Internamente, nel salone che si affaccia sulla strada si possono ammirare gli splendidi affreschi eseguiti attorno al 1583 dal celebre pittore manierista Francesco Montemezzano (1540-1602), allievo della scuola del Veronese, che esaltano gli episodi salienti della storia della famiglia Ragazzoni.
ITINERARI TURISTICI IN ZONA
Se amate la Natura e siete sportivi, questo è l'itinerario sulle due ruote che fa per voi. Itinerario pianeggiante, verde e dolce come il fiume lungo il quale si snoda, di immediato godimento: perché l'immagine di un fiume come questo soddisfa una lunga sete di pace e di distensione. Poche volte lo si vede, acquattato pigramente tra i salici, al di là di un filare di viti: di solito lo si indovina solamente. Per un verde più intenso, una bianca villa, un volo di gabbiani tagliato netto sul gelo azzurro dell'inverno, un parco lungo una riva. Sono le terre dell'acqua: del Livenza, del Meduna, del Fiume e del Sile; terre fertili, le migliori della provincia.
Il percorso è lungo 90 km e tocca le località di Polcenigo, Sacile, San Giovanni di Livenza, Brugnera, Prata, Cecchini, Pasiano, Portobuffolé, Ghirano, Azzanello, Frattina, Pravisdòmini e Panigai.
Chi, invece, si vuole gustare l'itinerario con più calma (e meno fatica), può scegliere di percorrerne a piedi tratti più brevi.
L'itinerario fa perno su Sacile, vera città d'arte, non tanto per il patrimonio figurativo (che non è certo secondario: basta entrare nel duomo del Quattrocento, vedere le pale di A. Vicentino, F. da Bassano, Palma il Giovane, P. Liberi, M. Schiavoni e i moderni affreschi absidali di P. Casarini), quanto per i palazzi, i portici, i ponti, quell'aria 'veneziana' o più genericamente 'veneta'.
Prendendo la strada verso nord, per Ronche-Fiaschetti verso Polcenigo, si costeggia nella parte finale del tragitto il Palù del Livenza: qui si distendono alcuni dei luoghi d'acqua più belli da vedere, una serie di sorgenti che la montagna partorisce e il fiume raccoglie.
Anche Polcenigo, attraversata dal Gorgazzo, è figlia d'acqua: cattura con la bellezza delle sue dimore, le opere d'arte delle sue chiese, l'umido verde che la pervade. Sono da vedere i suoi antichi palazzi; la Parrocchiale di S. Giacomo, sulla salita al castello, con annesso cenobio francescano attestato già nel 1262 e numerose opere d'arte; la solitaria seicentesca chiesa di S. Rocco, il santuario della Ss. Trinità nella frazione di Coltura; oltre, naturalmente, alle sorgenti del Livenza e del Gorgazzo e al Parco di S. Floriano. Ritornati a Sacile si prende per San Giovanni di Livenza e Brugnera. Si può puntare su Villa Varda, per lasciarsi perdere lungo i suoi ombrosi viali, muovendo dalla villa cui si giunge in auto (parcheggio).
Poi, per San Cassiano e Settimo, si supera ancora il Livenza in provincia di Treviso per visitare il bel centro storico di Portobuffolé, e si rientra nel Pordenonese in direzione Ghirano-Tremeacque dove due ponti vicinissimi scavalcano la confluenza del Meduna nel Livenza, in una zona solitaria. Poche centinaia di metri dopo i ponti, si indovina il parco di Villa Luppis, fantasiosa trasformazione ottocentesca di un monastero camaldolese (unico in Friuli) già esistente nel 1232.